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mer, 23 lug @ 00:15
IL LIBRO
Pubblicato in:: -Ronde Operaie
Vi consiglio di non leggere il libro: "Morti Bianche". E’ un libro pericoloso. Le
testimonianze dei famigliari delle vittime sul lavoro, assassinati sul lavoro, sono
così sconvolgenti che dopo non sarete più gli stessi. Dopo, se il vostro padre,
figlio, fratello. Se la vostra madre, figlia, sorella si recheranno al lavoro
conterete le ore che vi separano dal loro ritorno. Forse, vi verrà spontaneo
chiedergli di accompagnarli, per proteggerli.
Quando una persona muore, la parola più usata è fatalità. Quando una persona muore,
l’aggettivo più usato è tragico. Tragica fatalità. 1300 tragiche fatalità ogni anno,
cinquantamila invalidi ogni anno. Migliaia di famiglie sul lastrico, vedove con figli
piccoli da educare, sfamare, amare trattate come delle questuanti. Liquidate con
qualche migliaio di euro.
Non siamo nel Medio Evo, siamo nel Nuovo Evo Italiano. In un punto del tempo e dello
spazio dove se un rumeno stupra una donna il Paese si indigna, ma se muoiono cinque
operai al massimo, e comunque per poche ore, il Paese si rattrista. Una lacrima
scende dal Palco delle Autorità. Il nostro Evo Moderno non nasce dal nulla, ha
un’origine chiara, solare: il lucro. La morte di un uomo è un rischio di impresa.
Quanto costa mettere in sicurezza un impianto, la formazione per i propri dipendenti,
le attrezzature per la loro incolumità? Molto di più, enormemente di più,
dell’eventuale risarcimento per la morte di una persona. Le aziende lo sanno, lo
mettono in conto. Può succedere. In quel caso, sfortunato, si paga il minimo
necessario. Gli studi legali della società contro l’avvocato della vedova o della
madre. Dovrebbe essere lo Stato a tutelare legalmente le famiglie dei caduti. Se la
morte di un dipendente costasse alle aziende più degli investimenti in sicurezza, non
morirebbe quasi nessuno. E’ l’economia della morte. Se vale poco, si può rischiare.
E’ il prezzo della vita, che vale meno della produzione. Il trionfo
dell’autoregolazione del mercato. La mancanza di regole. La classifica del sangue. Un
militare ferito in Afghanistan merita la prima pagina del giornale. Tre morti sul
lavoro un riquadro in quindicesima pagina.
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
mar, 05 ago @ 18:08
ANCHE IL CENSIS HA SVELATO QUALE È LA VERA EMERGENZA
Pubblicato in:: -Ronde Operaie
Nel 2007 le morti legate al lavoro nel nostro Paese sono state 1.170, di cui 609
per infortuni stradali, ovvero lungo il tragitto casa-lavoro o in strada durante
l'esercizio dell'attività lavorativa. E l'Italia, avverte il Censis, è di gran lunga
il Paese europeo dove si muore di più sul lavoro. Se si escludono gli infortuni in
itinere o comunque avvenuti in strada, non rilevati in modo omogeneo da tutti i Paesi
europei, si contano 918 casi in Italia, 678 in Germania, 662 in Spagna, 593 in
Francia (in questo caso il confronto è riferito al 2005). Il numero degli omicidi in
Italia continua a diminuire. In base ai dati delle fonti ufficiali disponibili
elaborati dal Censis, sono passati da 1.042 casi nel 1995 a 818 nel 2000, fino a 663
nel 2006 (-36,4% in 11 anni). Per il governo, che ha dispiegato proprio in questi
giorni l'esercito sul territorio nazionale, la vera emergenza è la criminalità nelle
strade, che invece stando ai dati è in diminuzione, mentre niente si fa per ridurre
il numero di morti sul lavoro. Insomma questo governo si preoccupa solo dei padroni
li tutela in ambito economico e si preoccupa di far si che si sentano sicuri per le
strade mentre degli operai non si cura per niente! 
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
dom, 03 ago @ 00:06
LETTERA DI FRANCA MULAS
Pubblicato in:: -Ronde Operaie
Parole, parole, tipo questa : Giustizia.
Dov'è?
O forse sono io che non riesco a comprenderla?!
Quante umiliazioni, quante beffe, quanti calci nel sedere, quanta sofferenza.
Per che cosa?
Non sono una pazza, sono una mamma, una moglie.
Parlo delle famose "morti bianche".
Io nel giro di quindici mesi, ho perso due persone a me molto care. continua
all'interno..........
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
ven, 09 gen @ 12:08
SICUREZZA LAVORO: FATTI CONCRETI, NON SPOT
Pubblicato in:: -Ronde Operaie
SICUREZZA LAVORO: FATTI CONCRETI, NON SPOT

 

L’ anno è iniziato solo da qualche giorno e, anche se ancora molti lavoratori sono in
ferie, il contatore di Articolo 21, segna già 10 morti. L’ unica nota positiva, è che
dal 1 di Gennaio 2009 le aziende sono obbligate ad adeguare il DVR (Documento di
Valutazione del Rischio), ai sensi del D.Lgs.81 del 9 Aprile 2008 (Testo Unico
sicurezza sul lavoro). 

E’  l’ unica cosa che il Governo Berlusconi non ha prorogato del Testo Unico. 


Per il resto, ha prorogato quattro adempimenti formali (DL Milleproroghe del 18
dicembre 2008, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 31/12/0, cioè valutazione dei
rischi di stress da lavoro-correlati (art. 28, comma 1, D.Lgs. 81/0; il secondo si
riferisce alla "data certa" del Documento di valutazione dei rischi (art. 28, comma
2, D.Lgs. 81/0; il terzo riguarda l’ invio all’ Inail e all’ Ipsema dei dati
relativi agli infortuni superiori ad un giorno (art. 18, comma 1, lettera r, D.Lgs.
81/0; il quarto fa riferimento al divieto delle visite mediche "preassuntive" (art.
41, comma 3, lettera a, D.Lgs. 81/0. Quest’ ultimo caso, tra l’ altro, è un
provvedimento di dubbia validità, poiché in contrasto con lo Statuto dei lavoratori
(Legge 300 del 1970).


Oltre a non fare nulla per la sicurezza sul lavoro, questo Governo non fa nulla
neanche per aumentare le rendite da fame agli invalidi del lavoro e ai familiari
delle vittime del lavoro. La signora Daniela Eramo, vedova, di Franco Mariani,
operaio Trenitalia Cargo, riceve dall’ Inail una rendita di soli 515 euro al mese
(nel 2007). Adesso la rendita sarà stata adeguata, ma siamo li: è un elemosina!!!
Meno male che ha la pensione di reversibilità del marito, altrimenti faceva la fame.
Non dice nulla quando un lavoratore perde mezzo piede sul lavoro, e l’ Inail non lo
indennizza perché ha il diabete. 


Non sblocca le assunzioni dei tecnici delle Asl, che hanno il personale ridotto all’
osso (1849 tecnici, a fronte di 5 milioni di aziende da controllare), ma in compenso
promette che nel 2009 saranno creati i nuclei specialisti dei vigili del fuoco, per
l’ assistenza all’ impresa e per una "maggiore sicurezza per i lavoratori",
promettendo un assunzione di 1400 vigili del fuoco entro Marzo 2009. Sono i tecnici
della prevenzione dell’ Asl che fanno i controlli per la sicurezza nella stragrande
maggioranza delle aziende, e non i vigili del fuoco.


Pur nutrendo il massimo rispetto per i vigili del fuoco e per il lavoro importante
che fanno ogni giorno, questa iniziativa del ministro dell’ Interno Roberto Maroni,
mi sa più di spot. Mi ricorda quella analoga del Ministro della Difesa La Russa, che
ad Agosto 2008 promise che avrebbe messo i militari a controllare la sicurezza nei
cantieri. Sappiamo benissimo tutti come è andata a finire... Voglio ricordare al
Governo Berlusconi, casomai se lo fosse dimenticato, che per ridurre drasticamente
gli infortuni e i morti sul lavoro, ci vogliono fatti concreti, e non gli spot. 


Marco Bazzoni


Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza


bazzoni_m@tin.it


Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
mar, 02 dic @ 22:36
ANCHE SE LA TV NON NE PARLA
Pubblicato in:: -Ronde Operaie
Non è perché non ne parli più la TV che miracolosamente non ci sono più morti e
infortuni sul lavoro (e proprio di miracolo si tratterebbe, visto l’ assoluta
mancanza di volontà politica, istituzionale ed economica di fermare la strage).

Le morti e gli infortuni continuano tutti i giorni e con le solite maledette
dinamiche. Caduta dall’ alto, folgorazione su linee elettriche che non dovevano
essere in tensione, investimento da parte di mezzi di movimentazione, caduta di
oggetti dall’ alto.

Tutte dinamiche che si ripetono quotidianamente. Tutte morti e infortuni che potevano
essere evitati.

 

DIFFONDETE & KNOW YOUR RIGHTS !

 

Marco - http://www.myspace.com/sicurezza
 

A POMEZIA UN OPERAIO MUORE CADENDO DA UNA SCALA

Stava lavorando alla ristrutturazione di un’ ala del grande stabile che ospitava i
grandi magazzini «Standa» in via dei Castelli Romani, a Pomezia, Giuseppe Nanni, l’
operaio di 60 anni morto nella tarda mattinata di lunedì cadendo da una scala. 


L’ impresa edile per cui lavorava, a quanto si apprende, è quella dei figli.  L’ uomo
che era abbastanza esperto nel settore, potrebbe anche aver avuto un malore. Per
verificare se la caduta sia derivata da un problema fisico o si possa configurare
come un incidente sul lavoro, la magistratura di Velletri ha disposto l’ autopsia. 


ANSA 2008-11-27 15:20 

 

INCIDENTI LAVORO: OPERAIO MUORE FOLGORATO IN STAZIONE NAPOLI

 

NAPOLI - Un operaio di una ditta che effettua lavori per conto delle Ferrovie dello
Stato è morto folgorato mentre eseguiva dei lavori nella stazione centrale di Napoli.



Ciro Cozzolino, 31 anni, stava eseguendo lavori di manutenzione nei pressi del
binario 19 quando è rimasto folgorato da una scarica elettrica mentre si trovava ad
un’ altezza di 4-5 metri. 

Inutili i soccorsi da parte del personale del 118 che ha tentato di rianimarlo.
Praticamente illeso un altro operaio. 


Sul posto, oltre al 118 sono intervenuti i vigili del fuoco e agenti della Polfer. L’
 operaio lavorava per una ditta appaltatrice esterna di Rete Ferroviaria Italiana
(Gruppo FS), impegnata nel rinnovamento della linea di alimentazione elettrica dei
treni, non interessata dal 10 settembre dalla circolazione ferroviaria, in quanto
sono in corso lavori ai marciapiedi a servizio dei binari 18 e 19. Rfi ha aperto un’
inchiesta per accertare l’ esatta dinamica dell’ incidente.


ANSA 2008-11-27 15:20 


CROLLA PALAZZINA NEL MANTOVANO, FERITI DUE OPERAI


Due operai sono rimasti feriti nel crollo della facciata di una palazzina in
ristrutturazione nel centro storico di Castiglione delle Stiviere (Mantova). Lo
riporta l’ Agenzia regionale per l’ emergenza urgenza (Areu) della Lombardia. Sul
posto è in corso un intervento del 118 di Mantova. I due operai stavano lavorando
sull’ impalcatura della facciata: uno è stato trasportato con elisoccorso a Brescia,
l’ altro all’ ospedale di Mantova in codice giallo.


Al momento sono in corso controlli tra le macerie dopo la segnalazione, da parte dei
passanti, sulla possibilità che un’  altra persona possa essere rimasta coinvolta nel
crollo. 

 

 

 

Da www.unità.it – 26 Nov 2008

 

LAVORO, DUE MORTI: UN MURATORE VICINO AD AGRIGENTO E UN OPERAIO IN ABRUZZO

 

È stata un’ altra giornata tragica nel mondo del lavoro, dal Nord al Sud d’ Italia.
In un cantiere edile a Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo, un operaio di 34
anni, Diego Malvone, è morto schiacciato dalla parte posteriore di una scavatrice
guidata proprio dal fratello Giovanni Carlo, di 41 anni. 

Durante i lavori di realizzazione di una recinzione, Diego si era posizionato tra la
scavatrice e un container utilizzato per contenere il terreno: con una manovra
inavvertitamente il fratello lo ha schiacciato. Inutile l’ intervento del 118: l’
uomo, che ha riportato uno schiacciamento toracico e quindi è stato colpito da
arresto cardiaco, è morto poco dopo l’ arrivo dell’ ambulanza.

Un altro incidente mortale è avvenuto in provincia di Agrigento. Stefano Tarallo, 59
anni, è precipitato da un’ altezza di venti metri, dopo aver perso l’ equilibrio
durante il lavori di ristrutturazione di una veranda. 

 

Ed è morto nell’ ospedale di Firenze l’ operaio 18enne rimasto gravemente ferito in
un incidente avvenuto martedì in un’ azienda che produce cuscini, a Vaiano, in
provincia di Prato. Il giovane, originario di Pistoia, era stato colpito alla testa
da un macchinario riportando un forte trauma cranico e una profonda ferita alla
testa. I familiari hanno dato il consenso per l’ espianto degli organi. 


Incidenti anche in Calabria e in Trentino-Alto Adige. A San Marco Argentano, vicino
Cosenza, un operaio di 28 anni è rimasto ferito mentre montava alcuni pannelli
fotovoltaici. Stava ultimando le operazioni di sollevamento dei pannelli su un
montacarichi quando una corda ha ceduto facendolo cadere al suolo. Fortunatamente non
è in pericolo in vita.


È invece in prognosi riservata un operaio di 18 anni che mercoledì è caduto da un’
impalcatura mentre lavorava a Tubre, in Val Venosta, provincia di Bolzano, per la
costruzione della nuova centrale di teleriscaldamento.

 
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
lun, 12 gen @ 22:58
1003 MORTI NEL 2008
Pubblicato in:: -Ronde Operaie
Nonostante la crisi e il conseguente aumento dei disoccuapti i morti sul lavoro
sono sempre allo stesso livello se non peggio.  Nell'anno passato si sono contati
1003 morti, se consideriamo con essi anche gli invalidi e i feriti che ci sono stati
ci rendiamo conto che lavorare in Italia equivale spesso a rischiare la vita. E
qualche giornalista ha anche il coraggio di dire che i 1003 morti rappresentano un
dato lievemente migliore del 2007!!! LA vita degli operai non è un semplice dato
statistico che si deve prestare a comparazioni.
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
ven, 20 mar @ 22:14
MENO TUTELE IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO!!
Pubblicato in:: -Ronde Operaie
Stando alle anticipazioni ancora da veridicare dell'agenzia ApCom relative a bozze
sulle correzioni al testo unico sulla sicurezza sul lavoro sembrerebbe che il governo
dei padroni abbia deciso di operare riduzioni delle ammende pecuniarie e di rendere
praticamente impossibile l'arresto in caso di gravi violazioni in materia di
sicurezza sul luogo di lavoro.
In Italia se queste anticipazioni si verificheranno fondate e verranno tramutate in
legge avremo sempre piu` morti sul lavoro e sempre piu` impunita` per i carnefici. In
sostanza, risulterà assai più difficile effettuare l'arresto, anche per i casi di
aziende ad elevato rischio industriale, quelle sottoposte alla direttiva Seveso. Per
esempio: centrali termoelettriche, impianti e installazioni dove è presente il
rischio di radiazioni ionizzanti, fabbriche di esplosivi, miniere con più di 50
addetti, case di cura e ricovero con oltre 50 addetti, cantieri temporanei con più di
200 uomini-giorno e attività che espongono a gravi rischi biologici, ad agenti
cangerogeni e all'amianto. L'articolo 31 del nuovo testo, che sostituisce l'art. 55
del precedente ("sanzioni per il datore di lavoro e il dirigente"), alleggerisce di
parecchio le multe: quelle relative al primo comma passano da 5-15mila a 2.500-6.400
euro, quelle del terzo comma a carico del datore di lavoro, che si riferiscono al
documento di valutazione del rischio, si riducono da 3-9mila a 2.000-4.000mila euro.
Viene, inoltre, eliminato il riferimento alla "reiterazione" sostituito dal concetto
di "plurima" violazione, articolata in una pluralità contestuale di almeno tre gravi
violazioni o, in alternativa, della ripetizione in un biennio di un'identica grave
violazione. "La sanzione che colpisce l'imprenditore che non osservi il provvedimento
di sospensione - sottolinea la relazione - viene trasformata in una sanzione che
prevede non più l'arresto, ma l'alternatività dell'arresto e dell'ammenda". 
Un anno fa si parlava di emmergenza sicurezza sul lavoro e il governo ha preso quindi
provvedimenti...Per il governo l'emmergenza era solo per quei padroni che rischiavano
la galera o il capitale non certo per i poveri operai che continuano a morire sul
lavoro e che saranno cosi` sempre di  piu`!!  
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
mer, 16 lug @ 16:34
RISPOSTA AD UNA LETTERA SULLE RONDE OPERAIE
Pubblicato in:: -Ronde Operaie
Pubblichiamo la risposta ad una lettera lettera apparsa il 10 luglio su " il
cittadino quotidiano del lodigiano e del sudmilano". 

Ciro Di Tullio ho letto la tua lettera pubblicata sul Cittadino di Giovedì 10/07/08.
Ti domandi perchè il sindacato non istituisca
delle ronde operaie: il sindacato ha cose più importanti da fare ( ottenere
ammortizzatori sociali, chiudere fabbriche, gestire soldi del fondo COMETA e del TFR,

fare contratti nazionali come quello dei metalmeccanici dove per quattro soldi
concede ai padroni più flessibilità più produttività più ore di straordinario e di
conseguenza più infortuni ) e poi c' è la 626 le RLS che garantiscono la sicurezza
sul lavoro.
Ritorniamo alle RONDE OPERAIE, la soluzione è proprio nel nome " RONDE OPERAIE per la
sicurezza sul lavoro ": vuol dire che devono essere gli operai
ad organizzarsi, al di fuori dal sindacato da ogni forma politica, come operai che
vogliono portare a casa la pelle alla fine di ogni turno di lavoro, che devono
sorvegliare e denunciare ogni violazione sulle norme di sicurezza ( non solo nel
proprio ambito lavorativo ).
Proprio su questo argomento il 27/06/08 si è svolta un assemblea pubblica a Sesto S.
Giovanni MI dove dopo un lungo dibattito con votazione unanime operai di varie
fabbriche Lombarde hanno deciso di formare le " RONDE OPERAIE per la sicurezza sul
lavoro ".
Se vuoi saperne di più visita il sito www.rondeoperaie.it
 
15/07/08                                                                             
  Cordiali  saluti                                                                   
                               Massimo Merlo 
Cascina Cavrigone (Lodi)

                                                                                     
        All'interno la lettera di Ciro di Tullio                                 
                                          
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
sab, 09 ago @ 15:25
MORTI BIANCHE
Pubblicato in:: 171120
"L’infortunio di Antonino Mingolla è accaduto il 18 aprile del 2006. Mio marito
lavorava con la ditta Cmt un’impresa che aveva vinto un appalto di manutenzione degli
impianti all’Ilva. Era vicecapocantiere per la sua esperienza pluriennale. Quel
giorno insieme alla sua squadra doveva sostituire una valvola su una tubazione che
conduce del gas prodotto dagli altiforni. Un lavoro che si effettua con la maschera
collegata a bombole di aria poste a terra. L’Ilva prima di cominciare questa
procedura deve mettere in sicurezza, cioè sospende l’erogazione del gas e immette
azoto nella sezione per bonificare eventuali residui. Lo sfiatamento avviene
attraverso dei camini. Le valvole vengono chiuse dagli addetti Ilva prima di
consegnare il lavoro alla ditta esterna. Per rafforzare la “sicurezza”, davano in
dotazione le maschere che hanno a disposizione un rilevatore, ma sembra che quel
giorno nessuno di questi abbia segnalato la presenza di gas.
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
mar, 15 lug @ 16:33
INTERVENTO ALL\'ASSEMBLEA DI COSTITRUZIONE DELLE RONDE OPERAI
Pubblicato in:: -Ronde Operaie
 Nell’ aprire l’ assemblea di stasera saluto e ringrazio tutti i partecipanti…
Sono contento di trovarvi numerosi… E’ un bene , perché oggi parliamo della nostra
pelle e non si scherza
TRATTO DALL’ ARTICOLO N° 1   DELLA  COSTITUZIONE ITALIANA:

L’ Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro
 
 TRATTO DALL’ARTICOLO N° 32      DELLA COSTITUZIONE  ITALIANA:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’ individuo e interesse
della collettività

ARTICOLO 1  + ARTICOLO 32   = 4  MORTI AL GIORNO SUL LAVORO   

UN BOLLETTINO DI GUERRA 

Una media di 4 operai che ogni giorno perdono la vita per garantire a loro, alle loro
mogli e ai loro bambini LA SOPRAVVIVENZA. 

Sappiamo bene ormai quanto valgono le nostre vite agli occhi dei midia… Un morto vale
30 secondi di spazio in un tg regionale… Due morti se la matematica non sbaglia 1
minuto…
Se in acciaieria invece ne bruciano 6… Bhe!! Allora bisogna parlarne di più… 
Ah  dimenticavo, perdere un braccio, una gamba o un occhio non fa notizia perché
tanto ne abbiamo due.

Dicevo… Se in acciaieria muoiono 6 operai qualche chiacchieratina in più la faranno,
nei salotti televisivi ma sempre tra di loro, tra giacchette e cravattini, gli
operai, i diretti interessati, ne resteranno sempre esclusi… Non possiamo certo
prendere parola dichiarando in diretta tv che le leggi del profitto ci strappano le
braccia o che i ritmi incalzanti di una catena ci lacerano infortunio dopo
infortunio, sarebbe come dire che gli schiavi esistono ancora.

  GLI SCHIAVI ESISTONO ANCORA!! E PAGANO OGNI GIORNO UN PREZZO DI SANGUE!!

 gli operai sono gli ingranaggi di una macchina per produrre profitto, un profitto
del quale non assaporano che le briciole, sono ingranaggi ai quali, una volta rottisi
i denti, verranno rottamati e sostituiti come merce scaduta.
Una volta denunciati i fatti e avviato le indagini, passerà tempo, tempo trascorso
tra documenti e scartoffie che arricchiscono giudici avvocati e periti, e poi magari
tutti assolti come alla strage di Porto Marghera…

Chiedete agli amici del “Comitato Falk per la lotta contro l’ amianto”… Anni di
cause, visite medico-legali e manifestazioni… Si fa prima a morire di cancro ai
polmoni prima ancora di vedersi riconosciuti gli indennizzi.


4 morti al giorno evidenziano una situazione insostenibile!!
4 morti al giorno evidenziano il FALLIMENTO di chi doveva garantirci!!






Siamo stufi delle chiacchiere, dei faremo, siamo stufi di tutti quelli che parlano ma
non rischiano,… ci hanno lasciati soli perché non sono direttamente toccati… Ci hanno
lasciati soli perché convinti che questo sia il prezzo da pagare. 


E allora faremo da soli… faremo a modo nostro… Operai con operai

Cittadini per bene si organizzano perché hanno paura e si sentono minacciati da
zingari e neri, la solita guerra tra poveri che fa godere i ricchi.

Noi ci organizziamo per difendere la pelle sul posto di lavoro… A chi ha qualcosa da
obiettare diremo… 4 morti al giorno!!!


Avremo le “ronde operaie” per sensibilizzarci 
Avremo le “ronde operaie” per denunciare situazioni di rischio
Avremo le “ronde operaie” per ricordare a tutti che il rischio è quello di non
rientrare più a casa dopo una giornata di lavoro.



Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
mar, 15 lug @ 16:29
PRIME INDICAZIONI PER L\'AZIONE
Pubblicato in:: -Consulenza e consigli
PRIME INDICAZIONI PER L’ AZIONE


COSA FARE UNA VOLTA INDIVIDUATA UNA SITUAZIONE DI RISCHIO?

1.	AVVISA IMMEDIATAMENTE CAPO REPARTO E R.L.S 

Ricorda che il capo reparto riveste una figura di grande importanza anche in materia
di sicurezza, è sempre obbligato ad ascoltarti e in caso non lo faccia è penalmente
perseguibile.
L’ R.L.S , costituita da uno o più tuoi colleghi è l’ organo interno preposto a
vigilare in ambito antinfortunistico… Collabora con loro segnalando pericoli,
richiedendo informazioni e attrezzature per la tua sicurezza.

2.	MEDICO COMPETENTE

Ogni azienda è obbligata ad avere, in sede o fuori un MEDICO COMPETENTE facilmente
contattabile.
Quest’ ultimo deve conoscere la realtà lavorativa della tua ditta sotto l’ aspetto
sanitario, i pericoli legati alle sostanze che usi e visitarti almeno una volta all’
anno.
Se hai dubbi o vuoi saperne di più in merito alla nocività del tuo ambiente
lavorativo, di una sostanza della quale fai uso, o sulla pericolosità di un
macchinario R.L.S e medico competente sono obbligati ad avere le schede di rischio e
a darti risposte precise… Contattali per ogni chiarimento o eventuale richiesta di
visita medica.

            3. CONTATTA L’ ASL 
                 
 Se vedi anomalie, pericoli, cantieri a rischio, o sei convinto che il tuo datore di
lavoro faccia il furbo in materia di sicurezza non esitare e mettiti subito in
contatto con la ASL di zona via mail, fax o con una semplice telefonata.
Ogni singola persona può effettuare segnalazioni e denunciare pericoli.
Le ASL hanno zone di competenza, pertanto assicurati di contattare quella giusta.

4.   DIREZIONE PROVINCIALE DEL LAVORO

Infortuni e morti sul lavoro sono spesso causati dallo stravolgimento contrattuale.
Lavoro nero, orari troppo lunghi e sfruttamento operaio sono il terreno fertile per
propiziare disgrazie.
Per segnalare e denunciare illegalità contrattuali, lavoro nero e tutto ciò che
riguarda la correttezza contrattuale contattare gli uffici della DIREZIONE
PROVINCIALE DEL LAVORO.

5.	VIGILANZA SEMPRE

Vigila sempre tu in prima persona, sensibilizza i tuoi colleghi, la sicurezza deve
essere di tutti e per tutti, la sicurezza non può essere delegata ad altri ma deve
nascere dalla consapevolezza di difendere la nostra pelle… Dobbiamo essere noi per
primi a farcene carico e a denunciare.
Vigilanza oggi vuol dire tutti a casa interi domani!


      
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
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GLI OPERAI NEXANS LOTTANO ANCORA!..
CALA L\' OCCUPAZIONE E QUINDI LE MORTI BIANCHE DIMINUISCONO..

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