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Totale articoli: 88

gio, 23 set @ 19:02
CON DDL SEMPLIFICAZIONI SI ELUDE LA SICUREZZA SUL LAVORO
Pubblicato in:: -Ronde Operaie
Sarà obbligatorio segnalare solo quegli infortuni sul lavoro che comportino
lesioni con prognosi maggiore ai 14 giorni, mentre erano 3 nella vecchia normativa,
creando “un meccanismo elusivo nei confronti della denuncia degli infortuni più
gravi”. Questa una delle norme contenute nel disegno di legge 2243 (semplificazione)
che la CGIL ha denunciato nel corso della convocazione presso l’ufficio di presidenza
della commissione Affari costituzionali del Senato sul ddl in questione. Secondo la
CGIL, infatti, nel ddl ci sarebbero aspetti ‘pericolosi’ legati al tema ‘salute e
sicurezza nei luoghi di lavoro’. Secondo il sindacato, infatti, queste modifiche,
come altre contenute nel disegno di legge, “rappresentano un peggioramento evidente
poiché introducono un meccanismo farraginoso ed elusivo nei confronti della denuncia
degli infortuni più gravi”.
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
dom, 12 set @ 16:00
MORTI TRE OPERAI
Pubblicato in:: -Ronde Operaie
Tre operai sono morti per asfissia in un incidente sul lavoro avvenuto intorno
alle 9,30 a Capua, in provincia di Caserta. Antonio Di Matteo, 63 anni, Giuseppe
Cecere, 50, e Vincenzo Russo, 43, stavano lavorando alla manutenzione di una cisterna
della ditta farmaceutica olandese Dsm. Due corpi sono stati recuperati subito dai
soccorritori, mentre solo intorno alle 14 è stato recuperato anche il terzo. Secondo
quanto confermato dai pompieri che hanno prestato i primi soccorsi a Capua, quando i
corpi dei tre operai deceduti sono stati estratti dalla cisterna (un silos alto
sette-otto metri) il loro aspetto era cianotico, testimonianza che erano privi di
ossigeno. «Non si sa se abbiamo o meno respirato fumi tossici e che cosa abbia tolto
loro l’ossigeno», ha detto l’ingegnere dei Vigili del fuoco Giovanni Dedona. I tre
operai della ditta Errichiello di Afragola stavano montando un ponteggio per la
manutenzione ordinaria della vasca. Un'operazione quasi del tutto completata.
«L’impianto era fermo da circa un mese», ha aggiunto Dedona. «Un ulteriore elemento
che rende poco chiare le cause di quanto avvenuto». Il sito è stato sequestrato su
disposizione del sostituto procuratore della procura di Santa Maria Capua Vetere,
Donato Ceglie. Sulle salme dei tre operai sarà disposta l'autopsia.
Le vittime e le loro famiglie senza dubbio se ne fregano della ipocrita indignazione
del presidente della reppublica, il dramma è solo degli operai che tutti i giorni
potrebbero non tornare dal lavoro!!
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
gio, 02 set @ 16:30
AGGIORNAMENTI DALLA INDESIT
Pubblicato in:: -Presidi Nord Ovest

25 agosto 2010. Oggi si torna in fabbrica, dopo la pausa ferie e una settimana di
cassa integrazione passate al presidio, a vigilare che il padrone non svuotasse il
magazzino con 22 mila lavatrici. 
Si torna a lavorare ma la struttura del presidio rimane lì, perché il padrone a fine
settembre, vorrebbe mettere in pratica la decisione comunicata a giugno: chiusura
della fabbrica con 430 operai licenziati. Da quel momento è partita la lotta.
A fine luglio con l’intento di far smantellare il presidio, Merloni ha fatto
rientrare tutti a lavorare, ma gli operai non hanno abboccato, sono rientrati a
lavorare senza togliere la struttura del presidio. 
Nelle 2 settimane di lavoro Merloni ne ha approfittato, facendo portar fuori dalla
ditta che gestisce la logistica, un migliaio di lavatrici in più dell’accordo
stabilito, intaccando la scorta di magazzino,  mentre gli accordi consentivano
un’uscita non superiore alla produzione giornaliera che è di 3.150 lavatrici. Questo
per non dare spunto all’azienda di mettere in libertà gli operai  col pretesto di
ingorghi nel processo produttivo.
Anche stavolta con gli operai che rientrano a lavorare, la struttura del presidio
rimane al suo posto, e rimane intatta la determinazione a lottare, se il padrone
insisterà di chiudere la fabbrica.
Al Ministero l’incontro del 3 settembre sembrerebbe saltato. In quella data Merloni
pensava di chiudere la partita con 430 licenziamenti. Si è fidato ciecamente di
qualche maggiordomo del sindacalismo a lui compiacente.
Merloni non aveva messo in conto la resistenza dei 430 operai, che respingono in
blocco i licenziamenti e chiedono la continuità produttiva della fabbrica.



Brembate Sopra. 1° settembre 2010. Dopo una settimana del rientro in fabbrica, le Rsu
hanno deciso a partire da oggi e per almeno 3 giorni, un ora di sciopero al giorno a
scorrimento, per ottenere l’incontro al Ministero.
Da fine luglio l’incontro era già fissato per il 3 settembre, ma poi Milani il
galoppino di Merloni, ha detto che l’azienda non si sarebbe più presentata, perché
gli operai non avevano rimosso il presidio come da lui richiesto.
Durante lo sciopero a scorrimento gli operai usciranno al presidio a ricordare
all’azienda che se non ritira il piano dei licenziamenti e chiusura della fabbrica,
la lotta diventerà più serrata ed il presidio, rimane il luogo dove operai di altre
fabbriche e sostenitori si stringono intorno agli operai della Indesit, dando un
concreto aiuto alla loro lotta.
L’azienda questa settimana ha ancora forzato, facendo uscire più lavatrice di quanto
concordato, giustificandosi nel dire che il magazzino per essere gestito in
sicurezza, debba contenere al massimo 19 mila lavatrici, e non 22 mila, come se ne
erano accumulate con il blocco delle merci fatto dal presidio operaio.
Operai delle altre fabbriche, sostenitori, passiamo dal presidio Indesit, diamo la
nostra disponibilità concreta a sostegno di questa lotta. Saluti. Sostenitori della
lotta degli operai della Indesit
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
gio, 02 set @ 16:37
MAFLOW L\'ACCORDO DELLA VERGOGNA
Pubblicato in:: -Presidi Nord Ovest
Il Terminator delle fabbriche Montagnoli colpisce ancora.
Sul sito della CUB compare il commento all'accordo siglato il 12 agosto e approvato
dai lavoratori il 13 agosto 2010.
Con solo 20 voti contrari e 2 astenuti passa l'ipotesi di accordo firmata il giorno
precedente dalla FLMUniti-Cub di Milano che ha condotto la trattativa.
Le prime righe del commento citano il parallelo con la vertenza della INNSE, come se
tra una e l'altra ci fosse un filo conduttore.
Adesso invece proviamo a riscrivere in altro modo cosa è successo, tagliando i
dettagli e andando al nodo centrale della questione.
Dopo quasi un anno di lotta, 160 operai vengono cacciati sulla strada dalla CUB, che
come è suo costume, firma con riserva, nell'attesa dell'approvazione di tutti i
dipendenti. Su 299 lavoratori, 109 verranno riassunti e 30 andranno in
prepensionamento.
Ma come si giunge alla votazione?
I dati parlano da soli, si vota il giorno dopo la firma dell'ipotesi d'accordo del
12
agosto, in una assemblea composta da 92 dipendenti.(all'interno articolo
completo)
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
mer, 25 ago @ 16:27
LA BATTAGLIA SOLITARIA DELL\'OPERAIO MARCO BAZZONI
Pubblicato in:: -Ronde Operaie
MARCO BAZZONI: "Vi allego l'articolo pdf, dove si parla anche della mia denuncia
al Parlamento Europeo.
Mi dispiace che non sia stato citato nell'articolo (eppure l'avevo anche detto alla
giornalista), ma devo ringraziare una persona che per me è stata fondamentale in
questa denuncia
sulla sicurezza sul lavoro al Parlamento Europeo, cioè l'Ing Marco Spezia.
Saluti."

Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze
Pubblicato da : Ronde Operaie  |  Allegato:http___mail.argomedia.pdf
mer, 25 ago @ 16:29
ASSOCIAZIONE \"VOCI DELLA MEMORIA\" CASALE MONFERRATO
Pubblicato in:: -Ronde Operaie
Un saluto a tutti.

Finalmente l'associazione casalese "Voci della Memoria" si è composta con un'ossatura
forte e decisa a portare avanti il progetto in modo serio.

Partiremo con la prima data presso il circolo Pantagruel di Casale Monferrato durante
la prima settimana di ottobre (dobbiamo solo decidere con precisione il giorno,
preferibilmente sarà un venerdì sera).

Porteremo a Casale la storia dell'IPCA, fabbrica di colori di Ciriè, che a cavallo
degli Settanta e Ottanta, causò la morte di circa 200 operai e sentiremo le
testimonianze dei figli dei 2 operai che permisero l'avvio di un processo che portò
alla condanna dei vertici della fabbrica per omicidio colposo.
La storia la descrivo solo brevemente perchè la ascolteremo direttamente dalle loro
voci e ovviamente faremo in modo di renderla fruibile via web.


La prima sarà a Casale ma si tratterà di svolgere iniziative itineranti in giro per
l' Italia, in una sorta di condivisione di esperienze in cui noi porteremo la nostra,
quella drammatica dell' Eternit di Casale, per voce dei membri dell' Associazione
Familiari Vittime Amianto.

A questo proposito, con questa mail invito tutti i riceventi interessati, a
contattarci all'indirizzo mail info@vocidellamemoria.org per collaborazioni,
disponibilità per serate, indicazioni di realtà in cui ci sono persone disposte a
raccontare.

Puntualizzo solo che le iniziative saranno incentrate su storie di luoghi e fabbriche
di morte ma focalizzate sulle persone che hanno portato e portano avanti battaglie
civili e sociali per la ricerca di dignità e giustizia, con testimonianze dirette o
familiari.


Il sito è ancora in costruzione ma per metà settembre sarà disponibile. 
Le prossime comunicazioni arriveranno direttamenta dall'indirizzo
info@vocidellamemoria.org e sarà attivato un servizio di newsletter. Invito anche
coloro che non vogliono più ricevere nostre comunicazioni a comunicarlo.


Vi ringrazio per l'attenzione.


Ci risentiremo presto !
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
ven, 13 ago @ 21:26
A 69 ANNI LAVORA E MUORE IN CANTIERE
Pubblicato in:: -Ronde Operaie
Un operaio di 69 anni, Franco Devoto, spezzino, è morto nel pomeriggio nei
cantieri navali Fincantieri di Sestri Ponente, a Genova, dopo essere caduto da una
quindicina di metri d’altezza dallo scafo in costruzione di una nave rifornitrice per
la Marina Militare indiana. 

 Devoto era dipendente di una ditta di carpenteria metallica della Spezia, la
Sa.Me.Co. appaltatrice per Fincantieri. Era un carpentiere molto esperto e continuava
a lavorare nonostante la sua età gli consentisse di andare in pensione. 

Alla caduta non ha assistito alcun testimone. Devoto, giunto oggi a Genova con altri
due colleghi, aveva terminato il suo turno nella pancia della nave, che avrebbe
accolto la sala macchine. 
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
dom, 01 ago @ 18:14
ARTICOLI SULLA INNSE 1 ANNO DOPO
Pubblicato in:: -Ronde Operaie
In allegato  2 articoli sulla lotta degli operai della INNSE dopo la ripartenza
ottenuta dagli operai un anno fa:
Pubblicato da : Ronde Operaie  |  Allegato:2010080731120.pdf
mer, 28 lug @ 17:42
OMSA CHIUDE FAENZA E APRE IN SERBIA 350 OPERAI A CASA!
Pubblicato in:: -Presidi Centro
Lo stabilimento Omsa di Faenza, in provincia di Ravenna, presto chiuderà i
battenti per raggiungere la Fiat. La Golden Lady Company, il gruppo proprietario del
marchio, ha deciso infatti di spostare lo stabilimento in Serbia, dove tra l'altro ne
ha già altri due, dopo aver trovato un accordo con il Ministro dell'Economia serbo. A
rimanere senza lavoro 350 dipendenti, quasi tutte donne che già a breve cominceranno
a prendere la cassa integrazione. La notizia della chiusura, infatti, è arrivata come
un fulmine a ciel sereno, senza molti preavvisi, neanche al sindacato che aveva
incontrato la Golden Lady Company lo scorso 20 luglio ma pare che non gli avesse
comunicato nulla al riguardo. L'assessore regionale alle attività produttive
dell'Emilia Romagna, Gian Carlo Muzzarelli, afferma invece che "la decisione della
proprietà della Golden Lady Company di chiudere lo stabilimento Omsa di Faenza per
delocalizzare la produzione in Serbia, ancorchè non nuova, è molto grave", tanto che
"la Regione fin da quando si sono diffuse le voci relative alla volontà della
proprietà di chiudere lo stabilimento di Faenza, si è attivata con ogni mezzo a
disposizione per provare a fare subentrare altre imprese ma soprattutto per garantire
la cassa integrazione e la ricollocazione dei lavoratori". Samuela Meci, della
Filctem-Cgil faentina, pensa che "sia necessario che tutti comincino a prendere
posizioni forti contro le aziende che nei loro piani strategici decidono una
delocalizzazione così forte da mettere a rischio i posti di lavoro in Italia". E Gian
Carlo Muzzarelli aggiunge che l'Italia sta pagando "non solo il dumping sociale e le
politiche di sostegno che altri Stati fanno alle imprese ma anche e soprattutto
l'assoluta mancanza di una politica industriale del governo, incapace persino di
esprimere un Ministro dello Sviluppo Economico e che ha negato di continuo la crisi
sostenendo che stiamo meglio di altri Paesi".

Continueremo ad osservare la situazione sperando che gli operai comincino la lotta
per salvare i loro posti di lavoro
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
mer, 28 lug @ 17:29
GLI OPERAI NEXANS LOTTANO ANCORA!
Pubblicato in:: -Presidi Centro
Venerdi  scorso, sotto la canicola di luglio a roma, 50 operai della Nexans  di
Latina, si sono ritrovati sotto il ministero dello sviluppo ecnomico,   per 
continuare la loro lotta ri-cominiciata  circa due mesi fa dopo che la direzione
della multinazionale francese aveva deciso di chiudere la produzione dei cavi ad alta
tensione , buttando in strada piu’ di 200 operai .    

Venerdi scorso e’ vero che la Nexans ha chiuso la produzione a Latina, ma gli operai
lì sotto al portone del ministero , la delegazione che è salita per la trattativa,  e
gli altri operai che sono rimasti al presidio in fabbrica, ci sono  e lottano ancora.


La direzione della Nexans , dopo due mesi di lotta ,  di presidio davanti alla
fabbrica per non far uscire fuori da quei cancelli né i macchinari né le merci che
rimangono stoccati nei magazzini, con buona pace dei padroni ha  dovuto cedere ,
nelle trattative con gli operai,  e le rsu, la arrogante posizione di pregiudiziale
mantenuta per mesi, di non far entrare nuovi padroni interessati a produrre nel sito 
Latina , che volessero fabbricare cavi di alta tensione. Grazie alla lotta degli
operai, l’arrogante pregiudiziale dei padroni, nel punto 4 dell’accordo decade.
Questo  sembrera’ poco , ma per una  vertenza, in cui la direzione aziendale era
partita con la chiusura  senza appello di una fabbrica produttiva , il passaggio
della produzione di cavi di alta tensione nell’altro stabilimento Nexans a
Battipaglia ( dove lavorano un centinaio di operai , e in cui le rsu interne, al di
la’ della formale solidarieta’ con gli operai della sede di Latina non sono andate, 
essendo totalmente asservite alla direzione aziendale di quella fabbrica ; ribadendo
nella realta’  la lotta di concorrenza tra gli operai in questo sistema di
sfruttamento ). 

Prosegue all'interno:
Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
mar, 20 lug @ 16:55
CALA L\' OCCUPAZIONE E QUINDI LE MORTI BIANCHE DIMINUISCONO
Pubblicato in:: -Ronde Operaie
Non facciamoci ingannare dai dati e dai commenti sul numero di infortuni relativo
al 2009. Nel 2009 le morti bianche sono state 1.050, in calo del 6,3% rispetto al
2008, quando erano 1.120.
La riduzione è praticamente dovuta solo alla crisi del 2009, con il calo degli
occupati (-1,6% per l'Istat) e delle ore effettivamente lavorate. 
La maggiore flessione si è avuta infatti nel settore maggiormente colpito dalla crisi
quello industriale e manifatturiero e di conseguenza nel Nord Italia.

Al di la della variazioni quello che conta è che 1050 morti sul lavoro sono un dato
tragico e non si può dichiarare come fa qualcuno che siamo sulla giusta strada!!! Gli
operai e le loro vite non sono un semplice dato statistico!

E oggi:

Un morto e due feriti gravi

CODIGORO (FERRARA) - Tragico bilancio di un incidente sul lavoro avvenuto nel
Ferrarese, lungo la provinciale 54 Codigoro-Pomposa, alle porte di Pontemaodino: un
operaio morto e due colleghi in gravi condizioni. I tre, dipendenti della Provincia
di Ferrara, stavano ripristinando la segnaletica stradale quando, per cause in corso
di accertamento da parte della Polstrada, sono stati investiti da un autocarro. Uno
dei feriti ha riportato l'amputazione delle gambe. 

IL MEZZO SBALZATO A DECINE DI METRI - La vittima è Massimo Gnani, 53 anni, di
Villanova di Denore (Ferrara), che al momento dell' investimento si trovava su un
"tre ruote" insieme a Giuseppe Milone, 59 anni, originario dell'Abruzzo. I due
stavano tracciando la linea stradale laterale, e dopo l'impatto con l'autocarro il
loro mezzo è stato sbalzato ad alcune decine di metri di distanza, nella scarpata
sottostante. 

FERITI IN GRAVI CONDIZIONI - Per Gnani ogni tentativo di soccorso è stato inutile,
mentre Milone è stato trasportato in gravi condizioni all'ospedale Sant'Anna di
Ferrara. Gravissime le condizioni del terzo operaio, Massimo Santi, 45 anni, di
Consandolo (Ferrara), che stava lavorando sul tiralinee: nell'impatto ha riportato
l'amputazione delle gambe ed è stato trasportato con l'elisoccorso all'ospedale
Maggiore di Bologna. L'incidente è avvenuto poco dopo le 11, e la circolazione sulla
provinciale è rimasta bloccata per alcune ore. Con la Polstrada di Codigoro sono
intervenuti vigili del fuoco e 118.





Pubblicato da : Ronde Operaie  | 
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