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RESOCONTO ULTIMA UDIENZA PROCESSO THYSSEN KRUP
  by Ronde Operaie / Categoria :: -Ronde Operaie
Pubblicato il sab, 12 giu @ 09:40
 


L’ultima udienza del processo per omicidio volontario, contro i dirigenti
stragisti della Thyssen Krupp, ha ribadito, con l’ultimo testimone della difesa, le
corresponsabilità generali per la strage dei sette operai di Torino.
Corresponsabilità di Istituzioni ed Enti istituzionali (commissioni regionali e
comunali, ispettori del lavoro, tecnici e consulenti, Ministeri, ecc…) con i
dirigenti della multinazionale tedesca. Da questo processo emergono palesemente i
meccanismi economici, politici, giuridici e sociali di un sistema basato sul profitto
e sullo sfruttamento di un pugno di ricchi ed opulenti parassiti ai danni di milioni
di lavoratori e proletari e delle loro famiglie. Anche la Giustizia è parte
integrante di questo sistema perché rappresenta l’apparato giudicante in merito
all’applicazione o alla violazione delle leggi e dei regolamenti che reggono il
sistema stesso. Il processo contro i dirigenti stragisti della Thyssen Krupp
rappresenta, da questo punto di vista, un caso emblematico. 
La Dott.ssa Di Bitonto, ultimo testimone della difesa e membro della commissione del
Ministero dell’Ambiente che ispezionò la Thyssen nel giugno 2006 per conto del
Ministero, non ha fatto altro che proseguire con il metodo della “mera lettura” delle
risposte, che altri testi della difesa, prima di lei, avevano utilizzato ampiamente
ma che, per ragioni a noi sconosciute, non era stato ravvisato nè dal PM Guariniello,
nè dagli avvocati di parte civile e nemmeno dal Presidente della Corte Anna
Iannibelli. Per rendere meglio l’idea dell’utilizzo improprio di documenti da parte
dei testimoni, riportiamo stralci di un articolo apparso il 12 maggio 2010, sulle
pagine web di Zipnews, A firma dell’Avv. Roberto Codebò, dal titolo “Thyssenkrupp:
tra supporti alla memoria e deposizioni svuotate”
(…) , la dott.ssa Di Bitonto si è troppo spesso trincerata dietro i “non ricordo”,
ricorrendo così ai numerosi documenti che teneva con sé. Sul punto, si entra in una
questione assai delicata del processo penale. Recitano infatti i sacri principi del
dibattimento che il testimone deve parlare sulla scorta della sua memoria (insomma,
raccontare senza leggere); tali principi sono però temperati dalla possibilità che il
teste stesso tenga con sé taluni documenti “in supporto alla memoria”. (…) Un tale
supporto alla memoria, però non può né deve trasformarsi nella mera lettura delle
risposte. Proprio ciò che è accaduto stamattina, con una teste impacciata, trincerata
per l’appunto dietro la scarsa memoria dei fatti, intenta a frugare tra le carte in
suo possesso dopo ogni domanda rivoltale da pubblici ministeri e avvocati. Scontate
le obiezioni dell’accusa. (…) Sul piano tecnico, il peggio che possa accadere in un
caso del genere è la sostanziale irrilevanza della deposizione. Dal punto di vista di
chi commenta, e vorrebbe suggerire un rimedio, ancora una volta balza agli occhi
l’impossibilità di tracciare i confini precisi di una regola: in quale punto finisce
il supporto alla memoria, e comincia la mera lettura? In materia, una sola certezza:
stamattina, quel punto è stato abbondantemente superato.
Tra regolamenti processuali e loro interpretazioni, tattiche ostruzionistiche degli
avvocati, arroganti e offensivi atteggiamenti degli ”imputati eccellenti”, falsi
testimoni e compiacenti rappresentanti degli Enti istituzionali, sta per concludersi
il primo grado di un processo che viene definito“complesso”da PM, avvocati, parti
civili, sindacalisti e giornalisti ma che dal punto di vista di noi lavoratori, è di
una mostruosa e inconfutabile semplicità. Si tratta del processo contro la classe di
sfruttatori e il loro sistema di sfruttamento, miseria e morte e contro chi,
nascondendosi dietro alle leggi e ai regolamenti commissionati dai padroni, ne
sancisce la legittimità bollando poi, come illegale, qualsiasi tentativo di
contrastarlo e di abbatterlo! Per questo motivo, i proletari invece rivendicano, a
fronte della legalità sancita dalle leggi borghesi, la legittimità della loro lotta
contro questo sistema e contro chi lo sostiene e lo legittima! 

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