www.rondeoperaie.it
MANULI RUBBLER ASCOLI PICENO
  by Ronde Operaie / Categoria :: -Presidi Centro
Pubblicato il ven, 16 apr @ 20:09
 


[Link presidio Manuli Rubbler di Ascoli Piceno

http://www.presidiomanuli.net/

Aggiornamento 11/6/2010:
Manuli, cani antisommossa per chiudere la fabbrica “in pace”

Nessun rientro per i 375 dipendenti in presidio dal 2 agosto. Oggi, primo giorno di
lavoro senza aver ricevuto alcuna comunicazione, hanno trovato i cancelli chiusi.
Soltanto un cartello affisso sui cancelli, che avvisa della presenza di “unità
cinofile” all’interno 

ROMA - “Oggi 28 agosto 2009 alle 6:00 i bodyguards all'interno dello stabilimento
hanno introdotto dei cani antisommossa. 

 

Il fatto è accaduto a soli 3 giorni della riapertura prevista per lunedì 31 agosto
dello stabilimento. Hanno anche affisso dei cartelli (vedi foto) che informano della
presenza degli stessi. Qual è lo scopo dell'azienda? A meno di qualche colpo di
testa, sicuramente prima di lunedì non ci sarà la "temuta occupazione"!!! Di cosa
hanno paura? Oppure è in programma la NON riapertura? In mattinata, poi, gli addetti
alla mensa hanno rifornito i frigoriferi con alimenti necessari almeno per preparare
pasti per lunedì, inoltre è giunta voce che una ditta esterna è attesa per le ore
8:00 del 31 agosto per reinstallare le valvole del vapore che erano state tolte per
manutenzione. Ancora atteggiamenti discordanti che portano a mille diverse
conclusioni....” firmato, “Presidio Manuli”. 

Questo è l’ultimo inserimento nel blog dei lavoratori del presidio della Manuli
(http://presidiomanuli.blogspot.com/) l’azienda di Ascoli Piceno che il 2 agosto
scorso ha aperto la procedura di mobilità per i 375 dipendenti. A fianco al
comunicato, un sondaggio: “Secondo voi la Manuli  il 31 agosto riapre?” Risposte: 37
sì, 68 no. Che questa mattina hanno trovato conferma nei cancelli chiusi. La fabbrica
non ha riaperto. Senza dare alcun avviso, se non quel cartello di cui parla il
comunicato, che dice “Attenzione, area protetta da unità cinofile”. Dall’esperienza
Innse imparano anche i padroni, evidentemente. Sapendo quel che stavano per fare,
hanno pensato bene di mettere le mani avanti. Sconcertante dover constatare che i
lavoratori sono messi nelle condizioni di tentare di dedurre quel che succederà dalle
“manovre” intorno alla fabbrica, o dalle voci, privati delle informazioni necessarie
sul loro futuro, e messi in condizione di “non nuocere”.

Giunti al primo giorno di lavoro dopo le “ferie”, che i lavoratori hanno trascorso in
presidio permanente davanti alla fabbrica, operai e impiegati hanno trovato i
cancelli chiusi, e hanno saputo che la produzione non riprenderà. Dopo la secca
comunicazione che l’amministratore delegato ha dato al vice-prefetto, si è svolto un
incontro con i sindacati e le Rsu, convocato dalle istituzioni locali, nel corso del
quale il responsabile del personale del gruppo Roberto Grandi ha ribadito al
presidente della Provincia Piero Celani, al sindaco Guido Castelli e ai delegati
della Rsu che la Manuli entro ottobre chiuderà l'intero settore dei tubi idraulici,
mantenendo solo quello “Oil Marine” per i tubi destinati alla conduzione del petrolio
e che occupa una quarantina di dipendenti. Il taglio riguarda i 375 operai della
fabbrica ascolana, ma fa parte di una politica complessiva di ridimensionamento dei
32 stabilimenti della Manuli nel mondo che porteranno la forza lavoro del gruppo da
3.000 a 1.600 unità. Un ridimensionamento dovuto alla crisi mondiale che riguarda un
settore privo di commesse in Europa, secondo l’azienda. Di diverso parere la Filcem
Cgil. Secondo il segretario Ubaldo Falciani, “Non si può dire di dismettere lo
stabilimento di Ascoli perché il mercato non c’è più. La concorrenza sta soffrendo la
crisi molto più di Manuli – afferma Falciani – quindi se si tiene botta ora,
l’impresa può diventare leader mondiale dopo”. 

Attestati sulla risoluzione dell’azienda sembrano invece le istituzioni locali.
“Purtroppo  - sostiene il vice prefetto Marisa Marchetta - siamo davanti ad una
freddissima, ma puntuale analisi economica”. Che in realtà non riguarda il mercato,
ma il costo del lavoro se, come chiarisce il “piano industriale”, l’azienda vuole
delocalizzare in Cina.

Al momento comunque la discussione è sulla cassa integrazione. Grandi prospetta la
cig straordinaria, mentre il presidente della Provincia propone quella ordinaria per
due anni. Nel frattempo è stato convocato un tavolo per il 4 settembre presso la sede
nazionale di Confindustria. Intanto, prosegue il presidio dei lavoratori davanti allo
stabilimento.



Aggiornamento 20/5/2010:

Gli operai della Manuli Rubber di Ascoli Piceno hanno tolto il blocco ai cancelli
della fabbrica iniziato questa mattina per protestare contro il rapido smantellamento
del sito produttivo da parte dell'azienda. Dopo che diversi tir erano rimasti fermi
all'interno dello stabilimento, e' iniziata una febbrile trattativa tra la questura
locale, l'amministrazione provinciale e la direzione della Manuli per trovare una
soluzione al problema. Solo nel tardo pomeriggio si e' trovato un accordo che prevede
che l'azienda fara' uscire dalla fabbrica solo i tubi in gomma gia' prodotti, ma non
i macchinari del reparto 'bambury', dove la stessa gomma viene realizzata. In cambio
i lavoratori hanno sgomberato l'ingresso principale dello stabilimento ascolano e
domani, tramite i loro rappresentanti del Sindacato dei Lavoratori (Sdl)
parteciperanno ad un incontro con le istituzioni locali convocato presso la sede
della prefettura. Da ricordare che nella fabbrica picena del gruppo Manuli Rubber
lavorano adesso solo un centinaio di addetti, mentre 250 sono in cassa integrazione
 

[url]http://facebook.com/home.php?#!/profile.php?id=100000145818908[/url]




« Dec 2017 »
S M T W T F S
1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30
31

Ultimi 10 articoli

CON DDL SEMPLIFICAZIONI SI ELUDE LA SICUREZZA SUL LAVORO..
MORTI TRE OPERAI..
AGGIORNAMENTI DALLA INDESIT..
MAFLOW L\'ACCORDO DELLA VERGOGNA..
LA BATTAGLIA SOLITARIA DELL\'OPERAIO MARCO BAZZONI..
ASSOCIAZIONE \"VOCI DELLA MEMORIA\" CASALE MONFERRATO..
A 69 ANNI LAVORA E MUORE IN CANTIERE..
ARTICOLI SULLA INNSE 1 ANNO DOPO..
OMSA CHIUDE FAENZA E APRE IN SERBIA 350 OPERAI A CASA!..
GLI OPERAI NEXANS LOTTANO ANCORA!..
CALA L\' OCCUPAZIONE E QUINDI LE MORTI BIANCHE DIMINUISCONO..

CERCA

CONTATTACI

CATEGORIE

-Estero

-Presidi Sud e Isole

-Presidi Centro

-Presidi Nord Est

-Presidi Nord Ovest

-Consulenza e consigli

-Ronde Operaie

Links

Powered by bMachine Hosting by Argomedia.it