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METALLI PREZIOSI PADERNO DUGNANO
  by Ronde Operaie / Categoria :: -Presidi Nord Ovest
Pubblicato il ven, 16 apr @ 20:23
 



BREVE RESOCONTO PRESO DAL SITO DEGLI OPERAI DELLA METALLI PREZIOSI:

Ci sembra doveroso a questo punto iniziare a raccontarvi la nostra storia in maniera
più approfondita...

Che l’aria non fosse delle migliori i lavoratori lo avevano capito già a luglio 2008,
il lavoro calava, le materie prime immesse nei processi produttivi erano meno e di
conseguenza, il fatturato.
I primi segni tangibili ci sono stati a Dicembre 2008 quando lo stipendio di Novembre
è stato erogato con una settimana di ritardo e tramite una terza società facente
parte dello stesso gruppo.
Poche settimane dopo, i lavoratori sono avvisati che a causa di “sopravvenuti
problemi tecnici” il pagamento della tredicesima non sarebbe stato possibile. Nello
stesso giorno veniva comunicato alla Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU)
l’apertura di una cassa integrazione ordinaria per 80 lavoratori per 13 settimane, a
rotazione e con anticipo da parte dell’azienda.
Il 23 dicembre le RSU e le rispettive organizzazioni sindacali (OOSS) sono convocati
in Assolombarda, per la ratifica dell’accordo.
Il 12 Gennaio inizia la CIGO, la tredicesima non è ancora stata erogata, inoltre il
13 i lavoratori vengono informati di un ulteriore slittamento della retribuzione del
mese di Dicembre.
Il 16 Gennaio, visto il protrarsi dei mancati pagamenti, le RSU chiedono ulteriori
spiegazioni all’azienda ed in risposta gli viene presentata una copia di uno swift
bancario che avrebbe dovuto rappresentare l’accredito della cifra necessaria al
pagamento degli stipendi. Ad oggi la tredicesima, le mensilità di dicembre 2008 e
Gennaio 2009 non sono ancora state erogate.
Il 31 Gennaio è stata chiusa la CIGO per gli 80 lavoratori con l’intento di aprirne
immediatamente un’altra, questa volta però per tutto l’organico (120 dipendenti).
Purtroppo questa richiesta non ha potuto aver seguito in quanto l’azienda non aveva i
requisiti necessari (ad esempio non erano stati versati i contributi degli ultimi 9
mesi).
Da qui comincia la LOTTA vera e propria.
Il 2 Febbraio comincia il presidio esterno, i lavoratori continuano a timbrare il
cartellino, un gesto simbolico portato avanti fino a marzo, mentre le giornate
passano tra vita sociale in fabbrica ed una mensa autogestita con pasto alla cifra
simbolica di 1 euro.
Il 22 Maggio la Janina Trans. società con capitale sociale di € 8.000 e 1 solo
dipendente si offre di comprare la Metalli (costo stiamato dell’operazione €
6.000.000). In realtà dietro questa azienda si scopre esserci la vecchia proprietà
che con questa manovra cercava di evitare il fallimento.
A cavallo tra maggio e giugno i lavoratori vengono buttati fuori dalla fabbrica,
comincia così un vero e proprio presidio esterno, con tenda gazebo panche e tavoli.
Il 9 luglio, vengono portati in tribunale i libri contabili dell’azienda e viene
dichiarato il fallimento.

Questa è una breve crono-storia senz’anima di quanto è successo fino a prima
dell’estate.
Continueremo raccontandovi la VERA storia della cassa integrazione. Vi racconteremo
come queste persone possano vivere grazie a minimi sussidi economici e solidarietà,
della loro OCCUPAZIONE della mensa e della vita di ogni giorno.

Link per ulteriori informazioni:

http://lavoratoripreziosi.blogspot.com/ 

Aggiornamento 21/04/2010:

Dopo la manifestazione del 13 Aprile e dopo le promesse del sindaco, abbiamo deciso
di spostare il presidio in un gazzebo nel piazzale del Municipio di Paderno Dugnano.
In questo modo per chi ha speso parole a nostro favore, saremo il primo pensiero la
mattina prima di entrare in ufficio e l'ultimo all'uscita.
Siamo costretti a fare pressing.
Perchè la cassa integrazione è stata rinnovata fino al 21 Novembre, ma al termine di
questi ulteriori 6 mesi non ci sarà possibilità di rinnovo e alla scadenza ci sarà
solo una  strada, la mobilità.
La mobilità è l'anticamera della fine. Questo perchè anche qualora la Metalli
Preziosi dovesse riaprire i battenti, noi non saremmo necessariamente tenuti in
considerazione e il nuovo imprenditore non avrebbe l'obbligo di riassorbire il
vecchio organico.
Questo peserà soprattutto su quelle fasce di lavoratori a cui mancano pochi anni alla
pensione. Chi avrà voglia di investire su "materiale umano" con data di scadenza a
breve termine? Chi avrà energie e disponibilità per formare personale che nel giro di
pochi anni finirà il suo ciclo lavorativo?
Queste persone, questi lavoratori, già oggi faticano a reinserirsi nel mondo
lavorativo, figuriamoci fra un paio di anni, finita la mobilità, dopo che saranno
"inattivi" da 4 anni.
Certo chi assume personale prendendolo dalle liste di mobilità ha sgravi fiscali per
due anni. Ma oggi visto l'ampio mercato che si è creato di questo tipo di lavoratore
"sgravio compatibile", cosa potrebbe spingere un cacciatore di teste a puntare su uno
a fine carriera piuttosto che su un giovane?

Poi, ma solo poi arrivano i motivi economici. Infatti durante con l'ingresso in
mobilità, per il primo anno si percepisce l'80% della cassa integrazione e l'anno
seguente l'80% della mobilità. E' facile capire come questo 20% possa pesantemente
influire su i bilanci di famiglie che da 16 mesi faticano e stringono sempre più la
cinghia, fino a farsi mancare il fiato.
Ed è per questo che nel prossimo mese dovremo attirare più possibile l'attenzione
sulla nostra causa, sulla nostra resistenza, anche se la stanchezza è tanta dovremo
dare un nuovo colpo di reni per superare questo ostacolo.
Un mese intenso, per ribadire che le parole e le promesse riempiono la bocca, ma
finchè non si trasformano in fatti lasciano le pance (e le tasche) vuote. E non serve
Rita Pavone per ricordaci cosa fà il popolo affamato. 

Aggiornamento 11/5/2010 dal sito del presidio:

Sono quasi 2 settimane che un gruppo di lavoratori della Metalli Preziosi si dedica
alla manutenzione.
Le tubature rotte dal ghiaccio quest'inverno che già avevano richiesto interventi di
manutenzione volontaria da parte degli operai, sono nuovamente al centro
dell'attenzione.
Appena è arrivata l'autorizzazione a procedere, una sparuta squadra di lavoratori ha
iniziato a dedicarsi alla chiusura delle falle. Ad oggi tutte sono state chiuse e le
centinaia di metri cubi di acqua industriale che ogni giorno si riversavano
all'interno della fabbrica ora viaggiano all'interno delle tubature. Il lavoro non è
terminato perchè con l'aumentare della pressione, nuove tubature cedono richiedendo
nuove riparazioni.
Ma non è solo di questo che si stanno occupando i lavoratori.
C'e una squadra di chimici che sta tentando di recuperare l'argento che si trova
ancora negli impianti "sciolto" da solventi chimici. Non è possibile stimare quanto
si riuscirà a ricavarne, si parla comunque di qualche centinaio di kg. Il ricavato
finirà nelle casse della curatera e si aggiungerà al "valore" dell'azienda in
liquidazione.
Si sta quindi lavorando su due fronti per il futuro della fabbrica e per quello dei
lavoratori. Evitando che i macchinari e i reparti allagati subiscano danni
irreparabili e rimpinguando la "cassa" da cui gli stessi lavoratori dovrebbero
riuscire a recuperare gli stipendi mancanti e le liquidazioni.
Oltre a quello sul futuro, questi giorni di lavoro, stanno segnando anche il
presente.
Per queste persone, il ritorno al lavoro (anche se solo per un breve tempo) ha un
effetto positivo. Avere la mente, il corpo e il tempo impegnati, riuscire a dare un
scopo alla propria giornata, fare qualcosa per il proprio futuro, funzionano come un
balsamo rigenerante.
In cuor loro, sanno che il salario per queste giornate di lavoro, arriverà (se
arriverò) tra molto, molto tempo ma non è certo il soldo la molla che li ha fatti
scattare all'opera.
Una nuova dimostrazione che in tutta questa storia, il punto focale sono IL LAVORO E
LA DIGNITA'. 


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