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MARCHIONNE: NON SCHERZARE CON LA VITA DEGLI OPERAI
  by Ronde Operaie / Categoria :: -Presidi Sud e Isole
Pubblicato il sab, 19 giu @ 17:43
 


Se a Pomigliano accadrà questo:

"Un operaio è morto la notte scorsa (30 aprile 2010), per un infarto, nel
reparto montaggio dello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat e stamani
gli operai - secondo quanto reso noto dal segretario regionale della
Basilicata della Fiom, Emanuele De Nicola - hanno bloccato la produzione e
stanno protestando per chiedere un presidio sanitario. Lo riferisce l'Ansa. 
A quanto si apprende, quando l'uomo si è sentito male è stato chiesto
l'intervento del 118, ma i soccorsi sono stati vani. Il sindacato ha chiesto
un medico nella fabbrica del gruppo torinese durante il turno di notte e che
sia istituito un presidio del 118 nell'area industriale di Melfi, dove
lavorano migliaia di persone.
Gli operai che protesteranno e sciopereranno saranno sanzionati e
rischieranno il licenziamento.

Se gli operai per la loro sicurezza e la loro salute chiederanno queste
cose, come alla Piaggio:

"Mancato utilizzo dei dispositivi di protezione,scarpe antinfortunistiche: 
Abbiamo richiesto moltissime volte all'azienda di cercare sul mercato una
tipologia di scarpa più leggera, di fibre naturali, le attuali scarpe in uso
sono pesanti, i lavoratori lamentano alla fine della giornata dolori ai
muscoli delle gambe, i piedi si lacerano, le fibre sintetiche non fanno
respirare il piede, addirittura nelle riunioni con i lavoratori, alcuni
addetti aziendali affermano che se i lavoratori necessitano di un paio di
scarpe antinfortunistiche migliori, possono anche comprarsele.Quante volte
ai lavoratori non vengono forniti i guanti, sono terminati, devono
ordinarli, sono in magazzino e non possono andarli a prendere, ecc.Quante
volte abbiamo scritto verbali su queste problematiche...

e per questo sciopereranno, saranno sanzionati e potranno essere licenziati.

Se nel tempo qualche inchiesta, invece di occuparsi delle mignotte di
Berlusconi, si occuperà di condizione operaia e della salute di queste
persone forse si scopriranno cose così:

Inchiesta Aprile 2010
L`implementazione da parte della Fiat del "Sistema ErgoUas" (non
certificato) nel vivo della produzione rischia di diventare disastroso per i
lavoratori e le lavoratrici. Parliamo di "stress correlato al lavoro" e di
"malattie muscolo-scheletriche". Nel corso della conferenza stampa tenuta
ieri presso la sede nazionale della Fiom, sono stati presentati an- che i
primi risultati del Progetto Fiom-Inca sul monitoraggio della salute dei
lavoratori del distretto metalmeccanico proprio di Potenza-Melfi dove la
Fiat ha il suo sito produttivo più grande. Il campione utilizzato riguarda
per il 60% la Fiat-Sata e per il 28% le aziende dell`indotto. Le prime 90
visite hanno dato come risultato 43 casi in cui sono state riscontrate
malattie professionali (muscolo-scheletriche) e 64 denunce già inviate
all`Inail. «Si tratta di primi risultati - commenta Gabriele Norcia, medico
legale Inca - a dir poco sorprendenti. Basti pensare che nell`intero 2008
per tutta la provincia di Potenza ci sono state solo 18 le denunce. Dai
primi dati possiamo dire che nella popolazione generale l`incidenza di
questi disturbi è di gran lunga inferiore rispetto alla popolazione di
addetti Fiat».

dopo che si sono accettate condizioni di questo tipo:

Usando il solito ricatto occupazionale e contando sulla complicità dei
sindacati filopadronali la Fiat sta obbligando gli operai degli stabilimenti
italiani ad osservare un sistema aggiornato di misurazione dei tempi
occorrenti per la produzione. E' il cosiddetto TMC2, già adottato a Melfi e
a Pratola. Con la nuova metrica i lavoratori vedono accrescere i ritmi ed i
carichi di lavoro, la cadenza nelle linee di produzione si esaspera e le
pause diminuiscono. La velocità di esecuzione (il cosiddetto rendimento),
che con la precedente metrica TMC1 era espressa in 133,33 centesimi di
minuto, ora passa a 163, 38. Le macchine e le linee vanno più svelte. Il
lavoro si intensifica, producendo di più nello stesso tempo. Per fare un
esempio, alla Carrozzeria di Mirafiori se prima dell'introduzione del TMC2
un operaio doveva lavorare su 250 autovetture il giorno, ora deve lavorare
su 292. Si costringe cioè l'operaio a far entrare in un turno una più grande
quantità di lavoro. Assieme allo sfruttamento aumentano la fatica (di circa
il 20%), lo stress, la tensione, il logoramento psicofisico, i pericoli. Il
controllo diventa da caserma. Ma non si vede un centesimo in più in busta
paga e di conseguenza il valore della forza lavorativa cala. E' stato
calcolato che un operaio Fiat in 40 minuti di lavoro produce il valore della
propria forza lavorativa, ossia il valore dei mezzi di sussistenza che gli
necessitano. Per tutto il tempo restante crea plusvalore che resta nelle
mani del capitalista. Con l'introduzione della nuova metrica si accorcia
quella parte della giornata lavorativa necessaria all'operaio per produrre
l'equivalente dei propri mezzi di sostentamento e si accresce quella rubata
dai padroni. 
Come si è arrivati al TMC2? I padroni hanno per anni studiato e sperimentato
la nuova metrica del lavoro. Si sono avvalsi dei progressi
tecnico-scientifici, del perfezionamento degli strumenti di produzione,
dell'ergonomia, dell'organizzazione della produzione, della microgestualità
e della medicina del lavoro. Si sono appropriati dell'esperienza stessa
degli operai, della loro abilità di dettaglio. Paradossalmente i più potenti
strumenti per abbreviare il tempo di lavoro e conquistare tempo libero, per
diminuire la fatica e distribuire su tutti i membri della società il lavoro,
si trasformano nelle mani dei capitalisti nel mezzo più sicuro per
dissanguare gli operai, per peggiorarne le condizioni di lavoro e di vita.

chiedetevi da che parte siete stati e cosa pensavate quando i padroni vi
dicevano questo:
MARCHIONNE: NON SCHERZARE CON LA VITA DEGLI OPERAI


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