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RISCHIO RADIAZIONI OTTICHE ARTIFICIALI
  by Ronde Operaie / Categoria :: -Ronde Operaie
Pubblicato il gio, 29 apr @ 17:37
 




NORMATIVA

Ai sensi dell’ articolo 306 comma 3 del D.Lgs.81/08, da oggi (26/04/10) sarà
pienamente in vigore e quindi sanzionabile, il Capo V del Titolo VIII del medesimo
Decreto sulla prevenzione del "Rischio da esposizione alle radiazioni ottiche
artificiali".

Secondo quanto riportato all’ articolo 214 del D.Lgs.81/08 per Radiazioni Ottiche
Artificiali (ROA), si intendono tutte le radiazioni elettromagnetiche nella gamma di
lunghezza d' onda compresa tra 100 nm (nanometri, cioè miliardesimi di millimetro) e
1 mm. 
Lo spettro delle ROA si suddivide in radiazioni ultraviolette, radiazioni visibili e
radiazioni infrarosse:
− radiazioni ultraviolette: radiazioni ottiche a lunghezza d' onda compresa tra
100 e 400 nm (UVA da 315 a 400 nm, UVB da 280 a315 nm, UVC da 100 a 280 nm; 
− radiazioni visibili: radiazioni ottiche a lunghezza d' onda compresa tra 380
e 780 nm; 
− radiazioni infrarosse: radiazioni ottiche a lunghezza d' onda compresa tra
780 nm e 1 mm (IRA da 780 a 1.400 nm, IRB da 1.400 a 3.000 m, IRC da 3.000 nm e 1
mm)
Le ROA si suddividono inoltre tra radiazioni non coerenti e radiazioni coerenti
(sostanzialmente i laser).

Gli obblighi per il datore di lavoro relativamente alle ROA sono:
− valutazione del rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori e
valutazione dei livelli di esposizione dei lavoratori alle ROA;
− confronto con i valori limite di esposizione per le ROA (riportati nell’
allegato XXXVII del Decreto);
− individuazione e attuazione delle misure per eliminare o ridurre i rischi
legati alle ROA;
− definizione della necessità e l’ attuazione se del caso della sorveglianza
sanitaria:
− informazione, formazione e addestramento dei lavoratori.

Attrezzature o processi sorgenti di ROA sono presenti in svariate attività lavorative
e possono costituire, se comportano il superamento dei valori limite sopra citati,
elevati fattori di rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori.
A seconda della lunghezza d’ onda delle ROA (ultravioletti, visibili, infrarosse) e
della loro intensità, esse possono provocare danni anche gravi all’ occhio (foto
cheratite, foto congiuntivite, cataratta, bruciatura della retina, bruciatura della
cornea) e della pelle (eritema, bruciatura della pelle, invecchiamento della pelle,
tumori cutanei). 

Esempi di attività lavorative o di attrezzature che comportano rischi, anche elevati
per la salute degli esposti sono:
− saldatura elettrica ad arco;
− lampade germicide per sterilizzazione e disinfezione; 
− lampade per fotoindurimento di polimeri, fotoincisione, curing;
− “luce nera” (cioè ROA nel campo degli ultravioletti) usata nei dispositivi di
test e controllo non distruttivi;
− lampade / sistemi LED per fototerapia;
− lampade ad alogenuri metallici (lampade alogene);
− fari di veicoli;
− lampade da sala operatoria (lampade scialitiche);
− lampade abbronzanti;
− lampade per uso generale e lampade speciali classificate nei gruppi 1,2,3
secondo la norma CEI EN 62471:2009;
− corpi incandescenti quali metallo o vetro fuso, ad esempio nei crogiuoli dei
forni di fusione con corpo incandescente a vista e loro lavorazione;
− riscaldatori radiativi a lampade;
− apparecchiature con sorgenti IPL (luce pulsante ad alta intensità) per uso
medico o estetico;
− raggi laser (eccetto quelli classificati 1 o 2 secondo la norma CEI EN
60825-1:2009).

La valutazione del rischio per individuare o meno il superamento dei valori limite di
esposizione definiti dall’ allegato XXXVII del D.Lgs.81/08 deve essere eseguita
secondo specifici criteri tecnici e deve comprendere:
− inventario di tutte le possibili sorgenti di ROA presenti nei luoghi di
lavoro;
− valutazione delle modalità di esposizione;
− valutazione preliminare del livello di rischio;
− esecuzione di calcoli sulla base dei dati forniti dai costruttori delle
apparecchiature;
− esecuzione di misure con strumentazione specifica.

La valutazione deve inoltre tenere conto della possibile presenza di lavoratori
particolarmente sensibili alle ROA: donne in gravidanza, minorenni, albini, portatori
di malattie del collagene (proteina del tessuto connettivo), soggetti in trattamento
con farmaci fotosensibilizzanti. 

Al termine della valutazione il datore di lavoro, nel caso siano superati i valori
limite di esposizione, deve:
− attuare un piano di misure per eliminare o ridurre i rischi individuati
(intervento sulle attrezzature, sostituzione delle sorgenti di ROA con altre non
pericolose, definizione e consegna ai lavoratori di adeguati Dispositivi di
Protezione Individuali, riduzione dei tempi di esposizione); 
− attuare, in collaborazione con il medico competente, la sorveglianza
sanitaria per i lavoratori esposti; 
− programmare l’ informazione, la formazione e l’ addestramento per i
lavoratori.

Va infine osservato che il Capo V del Titolo VIII del D.Lgs.81/08, tratta solo delle
radiazioni ottiche di natura artificiale, escludendo quelle di origine naturale (la
luce solare), anche se la radiazione solare è inserita nel gruppo dei cancerogeni
certi per l’ uomo, secondo la IARC (International Agency for Research on Cancer).
Ciò non sottrae il datore di lavoro dall’ obbligo di eseguire (nell’ ambito della
valutazione di TUTTI i rischi per la salute e la sicurezza di cui all’ articolo 28
del D.Lgs.81/0 una specifica valutazione del rischio per quei lavoratori che sono
sottoposti a significative esposizione alla radiazione solare (lavoratori all’ aperto
in periodo estivo).

Il Coordinamento Tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle
Province autonome ha predisposto, in collaborazione con l’ ISPESL, specifiche
Indicazioni Operative per quanto riguarda l’ applicazione del Titolo VIII del
D.Lgs.81/08 (il Titolo relativo agli “agenti fisici”, cioè rumore, vibrazioni, campi
elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali), strutturato nella pratica forma
delle FAQ.

Il documento (aggiornato al 11/03/10) è disponibile all’ indirizzo:




[url]http://www.ispesl.it/linee_guida/Fattore_di_rischio/FAQ%20AFisici%20x%20web.pdf[
/url]

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