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AGGIORNAMENTI DALLA INDESIT
  by Ronde Operaie / Categoria :: -Presidi Nord Ovest
Pubblicato il gio, 02 set @ 16:30
 



25 agosto 2010. Oggi si torna in fabbrica, dopo la pausa ferie e una settimana di
cassa integrazione passate al presidio, a vigilare che il padrone non svuotasse il
magazzino con 22 mila lavatrici. 
Si torna a lavorare ma la struttura del presidio rimane lì, perché il padrone a fine
settembre, vorrebbe mettere in pratica la decisione comunicata a giugno: chiusura
della fabbrica con 430 operai licenziati. Da quel momento è partita la lotta.
A fine luglio con l’intento di far smantellare il presidio, Merloni ha fatto
rientrare tutti a lavorare, ma gli operai non hanno abboccato, sono rientrati a
lavorare senza togliere la struttura del presidio. 
Nelle 2 settimane di lavoro Merloni ne ha approfittato, facendo portar fuori dalla
ditta che gestisce la logistica, un migliaio di lavatrici in più dell’accordo
stabilito, intaccando la scorta di magazzino,  mentre gli accordi consentivano
un’uscita non superiore alla produzione giornaliera che è di 3.150 lavatrici. Questo
per non dare spunto all’azienda di mettere in libertà gli operai  col pretesto di
ingorghi nel processo produttivo.
Anche stavolta con gli operai che rientrano a lavorare, la struttura del presidio
rimane al suo posto, e rimane intatta la determinazione a lottare, se il padrone
insisterà di chiudere la fabbrica.
Al Ministero l’incontro del 3 settembre sembrerebbe saltato. In quella data Merloni
pensava di chiudere la partita con 430 licenziamenti. Si è fidato ciecamente di
qualche maggiordomo del sindacalismo a lui compiacente.
Merloni non aveva messo in conto la resistenza dei 430 operai, che respingono in
blocco i licenziamenti e chiedono la continuità produttiva della fabbrica.



Brembate Sopra. 1° settembre 2010. Dopo una settimana del rientro in fabbrica, le Rsu
hanno deciso a partire da oggi e per almeno 3 giorni, un ora di sciopero al giorno a
scorrimento, per ottenere l’incontro al Ministero.
Da fine luglio l’incontro era già fissato per il 3 settembre, ma poi Milani il
galoppino di Merloni, ha detto che l’azienda non si sarebbe più presentata, perché
gli operai non avevano rimosso il presidio come da lui richiesto.
Durante lo sciopero a scorrimento gli operai usciranno al presidio a ricordare
all’azienda che se non ritira il piano dei licenziamenti e chiusura della fabbrica,
la lotta diventerà più serrata ed il presidio, rimane il luogo dove operai di altre
fabbriche e sostenitori si stringono intorno agli operai della Indesit, dando un
concreto aiuto alla loro lotta.
L’azienda questa settimana ha ancora forzato, facendo uscire più lavatrice di quanto
concordato, giustificandosi nel dire che il magazzino per essere gestito in
sicurezza, debba contenere al massimo 19 mila lavatrici, e non 22 mila, come se ne
erano accumulate con il blocco delle merci fatto dal presidio operaio.
Operai delle altre fabbriche, sostenitori, passiamo dal presidio Indesit, diamo la
nostra disponibilità concreta a sostegno di questa lotta. Saluti. Sostenitori della
lotta degli operai della Indesit

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