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LETTERA MORTO SUL LAVORO
  by Ronde Operaie / Categoria :: -Ronde Operaie
Pubblicato il sab, 22 mag @ 18:39
 


Nessun ministro ha parlato di me, nessun telegiornale mi ha descritto come un eroe
che combatto il terrorismo e va a caccia di petrolio.
Nessuna autorità, al mio funerale, eppure faccio parte di quegli eroi silenziosi, più
di mille ogni anno, che perdono la vita per lavorare, per mantenere la famiglia,
rischiando di più di un rapinatore.
Nessuna demagogia, su di me, solo amici e parenti hanno pianto la mia scomparsa,
nessuna ministra è andata a commuoversi in diretta per i nostri giovani eroi vittime
degli attentati dei cattivi.
Non c'è una Santanchè che passi lo stipendio alla mia vedova, aiuti i miei bambini,
io non faccio notizia, anzi prima scompare la notizia della mia morte dalle edizioni
locali e meglio è.
Non abbiamo tempo per certi eroi, non abbiamo memoria e non abbiamo cuore, non
abbiamo nemmeno la retorica di una divisa, non intervistano le nostre sorelle e le
nostre zie, la nostra bara non arriva in nessun aeroporto avvolta dalla bandiera.
Quella bandiera che commuove tutta Italia, le nonne e le zie, le casalinghe e le
precarie. Gli uomini no, non stà bene che mostrino le loro emozioni, non avrebbero le
palle.
La stessa bandiera che commuove tutta Italia perchè avvolge le bare dei nostri
difensori dal terrorismo è quella che i leghisti usano per pulirsi il culo.
Sita tranquillo Renzo Bossi, non andrà mai in guerra, non andrà nemmeno a lavorare,
non rischia niente potrà tranquillamente sparare le sue cazzate e troverà i giornali
che le pubblicheranno in prima pagina.
La notizia della mia morte no, sarà nelle pagine interne, senza bandiera, senza
retorica, senza memoria.
I miei bambini non avranno neppure la soddisfazione di sentirsi raccontare dagli
amici e parenti che il loro padre era un eroe, morto in Aghanistan, il loro padre era
un anonimo operaio morto di lavoro, come tanti altri di cui non si ricorda più
nessuno.
Anche la predica del prete al funerale ha un chè di sentito, ripetitivo, nessuna
enfasi da eroismo e poca retorica, è morto un operaio, non è morto un eroe, ha
lasciato due orfani senza nemmeno saltare in aria su una bomba e passare dalla gloria
alla storia.
20 maggio 2008. Una vita fa.
P.S. Per scrivere questo post ne ho preso uno a caso, sono oltre mille ogni anno, non
si fa fatica.A modo mio ho voluto ricordarne la memoria, ricordare tutti gli eroi
anonimi ai quali le autorità non pensano mai.

FONTE:
[url]http://slasch16.splinder.com/post/22745949/mi-chiamo-mario-di-girolamo-avevo-32-
anni-sono-morto-sul-lavoro-lascio-due-orfani-e-la-mia-bara-non-e-avvolta-nella-bandie
ra[/url]



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